#WomensAct

Vogliamo dare voce alle donne per tutto l’arco della loro vita, affiancandole nei momenti più delicati e nelle fasi cruciali, quelle che determinano il loro futuro.

Abbiamo compiuto grandi passi in avanti negli ultimi decenni, eppure la partecipazione delle donne alla vita attiva del Paese incontra ancora ostacoli e inciampi. L’occupazione femminile (in particolare al Sud) è più bassa degli standard europei, i salari sono mediamente inferiori a quelli maschili (soprattutto per le figure dirigenziali), interi settori professionali e taluni incarichi di vertice rimangono appannaggio quasi esclusivo degli uomini, mentre sulle donne grava in modo insostenibile il peso di un welfare debole e insufficiente.

Da un punto di vista culturale e sociale, ogni giorno le donne subiscono piccoli e grandi pregiudizi, oltre ad atti di violenza fisica e psicologica che colpiscono una cittadina su tre. Sono barriere che le frenano sia nella vita privata che in quella pubblica, limitandone la libertà.

Per questo, abbiamo predisposto il nostro Women’s Act.

Un pacchetto di sei proposte rivolto non solo ad affermare i diritti sanciti dalla Costituzione e dalla legge, ma anche a liberare le potenzialità delle donne: un enorme giacimento di energie, valore e competenze che consentirebbe all’Italia di crescere, innovarsi e aumentare il benessere di tutti.

UNA DONNA FA LA DIFFERENZA. Un credito d’imposta rivolto per 3 anni alle aziende per ogni assunzione femminile a tempo indeterminato aggiuntiva a quelle dell’esercizio precedente, pari all’importo IRPEF vigente su quel contratto d’assunzione. Leggi qui

LO STIPENDIO È UGUALE PER TUTTI. Rendere obbligatoria per le aziende private la pubblicazione dei dati relativi alla parità retributiva ed alla percentuale di donne occupate

SÌ AL LAVORO, SÌ ALLA MATERNITÀ. Un assegno unico che aiuti la conciliazione tra maternità e lavoro, in un Paese come l’Italia in cui 1 una donna su 2 non ritorna al lavoro dopo la nascita del primo figlio. Un sostegno alla cura dei figli sia ai meno abbienti sia al ceto medio lavoratore, che vive l’angoscia di un impoverimento per la nascita di un figlio. Un aiuto per le madri sole, che sono quasi 900 mila.

LIBERARE IL GENIO DELLE DONNE. Esentiamo dal pagamento della retta universitaria delle lauree tecnico-scientifiche le studentesse più meritevoli. Leggi qui

QUOTA MAMMA. Uno “sconto” sull’età pensionabile per le donne per ogni figlio. Se una donna ha avuto due figli potrà andare in pensione due anni prima rispetto all’età minima prevista per legge. Leggi qui

RINFORZARE IL CODICE ROSSO. Introdurre l’arresto in flagranza per chi viola l’obbligo di allontanamento dalla casa familiare o per chi viola il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Leggi qui